Evoluzione lavorazione oro

oro e filigranaLa lavorazione dell’oro è un’attività artigianale che si è sviluppata progressivamente nel tempo. Le caratteristiche che fin dal principio determinarono l’attenzione dell’uomo su questo particolare metallo furono in primis la resistenza all’ossidazione e la sua brillantezza, un colore che richiama la luce solare donando all’oro un forte valore simbolico. L’approvvigionamento dell’oro avviene da due tipi di giacimento, uno primario in cui il deposito aurifero è successivo alla roccia che lo contiene e uno secondario, ovvero costituito da depositi alluvionali in cui le mineralizzazioni sono contemporanee ai sedimenti.

L’oro nativo si rinviene frequentemente legato all’argento e perciò, nel corso del tempo, vennero elaborate tecniche particolari con il fine di separarli. Tuttavia l’oro è un metallo estremamente malleabile e di norma viene alligato con altri metalli, col fine di renderlo più duro e idoneo all’uso; le proporzioni delle leghe ottenute sono espresse in carati e, in epoca moderna, questi rappresentano il valore dell’oro. Occorre considerare che nel caso si proceda con la fusione dell’oro, che per il metallo puro avviene a 1063°, l’aggiunta di altri metalli determina l’abbassamento del punto di fusione. Dunque, inizialmente, raggiungere le temperature necessarie a sciogliere il metallo non fu semplice e si ricorreva a dei grossi forni non certo agevoli. Oggi i forni fusori sono concepiti per raggiungere temperature elevate tramite la combinazione di due gas, acetilene e ossigeno, per cui gli artigiani dispongono delle bombole premiscelate. La fiamma prodotta da questo particolare combustibile, che raggiunge temperature dell’ordine di 3000°, può anche essere avvicinata al metallo aureo per la fusione di alcune sue parti, ottenendo così la forma che si desidera. Il metallo fuso può essere inoltre colato in appositi stampi, formando lingotti o monete.

Spesso nell’artigianato la tecnica più utilizzata e quella denominata “a cera persa”, ovvero un sistema che prevede la colata del metallo in una matrice d’argilla che deve la sua forma interna ad un precedente modello in cera, sciolto con la cottura della matrice ceramica. Le tecniche di lavorazione dell’oro sono molto antiche e già nel V millennio a.C., nel sepolcreto di Varna in Bulgaria, sono documentati alcuni dei più antichi esempi di manifattura orafa. Tale antichità ha contribuito ad un notevole progresso tecnologico e nel III – II millennio vengono messe in pratica delle tecniche artigianali ancora oggi utilizzate. Nello specifico, nel III millennio è stata osservata la produzione di fili ritorti a scopo ornamentale, mentre nel II millennio era in uso un metodo che consentiva di realizzare fili perlinati, una tecnica che perdurò anche in Grecia e a Roma. Anche questi fili erano prodotti per deformazione meccanica, mediante piastre scanalate sulle quali il filo metallico veniva fatto rotolare (godronatura). La filigrana è una tecnica orafa moderna, ma usata fin dall’antichità, che prevede la saldatura di sottili fili metallici in una determinata superficie, con il fine di costituire un motivo decorativo; a differenza della granulazione tale tecnica prevede anche l’utilizzo di fili ritorti. Nella granulazione, invece, la decorazione è ottenuta saldando piccole sfere metalliche, che possono essere disposte in fila o campire intere superfici.
L’oreficeria punica fece grande uso di questa tecnica, che divenne quasi caratteristica, ma la maggior raffinatezza fu raggiunta in età Ellenistica, per poi divenire meno comune in età romana. La granulazione è ancora oggi utilizzata ed è oggetto di falsificazioni moderne, visibili a livello microscopico sull’oggetto; è il caso della cosiddetta falsa granulazione, in cui i granuli d’oro appaiono del tutto immersi nel saldante. Una maggiore evoluzione è ravvisabile negli strumenti utilizzati dagli artigiani. La realizzazione di fogli metallici era eseguita deformando plasticamente il duttile metallo aurifero tramite martellatura, mentre oggi l’oro viene fatto passare attraverso due cilindri azionati inversamente da due motori. Per tagliare fili o lamine, invece, in antico venivano usati strumenti affilati come lame e scalpelli, mentre tra gli utensili utilizzati oggi figurano forbici e tronchesi a doppia lama e il classico seghetto da orafo. Il tiraggio dei fili mediante la trafila, visibile in qualche laboratorio artigianale moderno, risale all’epoca medievale e, a livello microscopico, è riconoscibile per caratteristiche striature; perciò, su gioielli antichi, queste sono un altro chiaro indizio di falsificazione. Il bulino, infine, è uno strumento dell’orafo assente nei laboratori antichi, in cui si utilizzava un cesello profilatore; il bulino produce un truciolo intagliando la superficie, mentre il cesello determina un solco senza asportare metallo.

In sintesi, l’evoluzione delle tecniche di lavorazione dell’oro sono maggiormente ravvisabili nel controllo della fusione e delle temperature necessarie per ottenerla, mentre le tecniche di lavorazione si dimostrano molto conservative e, ad evolversi, è stato più che altro lo strumentario a servizio dell’artigiano orafo.

Compro oro gioielli usati a prezzi vantaggiosi

gioielloI compro oro sono da sempre conosciuti per la loro attività di compravendita di oro usato ed argento. In pochi sanno, però, che in realtà queste attività commerciali sono anche autorizzate per legge alla compravendita di gioielli usati e possono essere il luogo ideale per l’acquisto di gioielli, anche particolari.

Ma come funzionano nello specifico? Scopriamolo insieme.

Una persona in possesso di gioielli che non desidera più conservare perchè magari sono rotti e non è conveniente aggiustarli oppure sono troppo piccoli perchè frutto di regali di battesimo e comunioni o ancora perchè non sono più di moda, può recarsi presso un compro oro di fiducia e decidere di venderli per realizzare una contropartita in denaro oppure permutarli con altri gioielli.

Una volta acquistati, in base alle loro condizioni, anche il compro oro ha davanti a sè più possibilità. Può ad esempio provvedere alla scomposizione dei gioielli usati per il recupero dei materiali preziosi – in particolare oro, argento e platino – che avvierà poi alla fusione per la realizzazione di lingotti e monete da investimento o nuovi gioielli oppure può procedere con la rigenerazione dei gioielli usati acquistati e, quindi, alla loro successiva rivendita.

Rigenerare un gioiello usato vuol dire pulirlo, provvedere ad eventuali riparazioni in caso di rotture, effettuare piccole modifiche per attualizzare i modelli e, infine, lucidarli per renderli esattamente come nuovi. A quel punto i gioielli possono essere messi in esposizione nell’attesa di un nuovo proprietario.

Dai compro oro è possibile realizzare dei veri e propri affari perchè i gioielli rigenerati hanno, ovviamente, un costo inferiore rispetto a quelli nuovi ma, al contempo, grazie proprio all’operazione di rigenerazione è davvero difficile distinguerli da quelli nuovi. Inoltre, non di rado capita di trovare anche pezzi originali e particolari, magari vintage e quindi sempre attuali nella loro eleganza senza tempo. In questo modo, per una ricorrenza speciale, un’occasione importante, si può essere sicuri di trovare qualcosa di veramente adatto, capace non solo di diventare la gioia di chi lo riceverà ma anche di farci fare un’ottima figura.

Nella città di Roma sono molti i compro oro che offrono anche il servizio di compravendita di gioielli usati con la loro successiva rigenerazione. Ovviamente poichè si tratta di acquisti impegnativi – sia per il valore simbolico che spesso questi oggetti portano con sè che per il loro costo economico – l’esercizio commerciale va scelto con una certa cura. In generale è sempre bene rivolgersi ai grandi gruppi in franchising che non solo offrono le migliori quotazioni dell’oro e dell’argento ma sono anche garanzia di sicurezza ed affidabilità per tutte le operazioni relative all’acquisto o alla vendita. Inoltre, godendo di fama e fiducia da parte del pubblico hanno anche un mercato più ampio che si traduce automaticamente in una più ampia possibilità di scelta per quanto riguarda i gioielli usati a disposizione.

E’ bene poi sempre ricordare che i compro oro sono obbligati alla tracciabilità di ciò che acquistano e vendono quindi ogni operazioni deve essere accompagnata dalla relativa documentazione che attesti che non si tratta di oggetti rubati. Infine, deve fornire anche garanzie circa l’autenticità dei materiali preziosi contenuti negli oggetti acquistati e le loro rispettive percentuali.

Quotazione oro e social network, la carta vincente

oro usatoSono sempre di più, negli ultimi tempi, le persone che decidono di rivolgersi ai negozi di compro oro per una valutazione degli oggetti preziosi in loro possesso e per una loro eventuale vendita. A volte è la crisi a spingere in questa direzione, nella speranza di fare entrare in casa qualche soldo in più da spendere per le prime necessità e per togliersi qualche sfizio, disfandosi, nel frattempo, di oggetti che non si utilizzano più. Altre volte, invece, è la semplice esigenza di fare spazio e liberarsi di vecchi gioielli, antichi ricordi o, ancora, di alcuni rottami che possono contenere piccole quantità di metallo prezioso: perché buttarle semplicemente via e non provare, invece, a guadagnarci qualcosa anche dal punto di vista economico?
Quale che sia il motivo per il quale si decide di vendere l’oro in proprio possesso, è naturale cercare di ottenere la maggior quotazione possibile. Il nostro compro oro, in questo senso, è sicuramente un punto di riferimento. Tanti i motivi, a partire da un nome ormai molto conosciuto nel settore e che si è guadagnato la fiducia degli utenti con anni di lavoro attento, preciso, onesto e affidabile. La trasparenza, infatti, è, in questo campo più che mai, una delle prime doti che bisogna pretendere da un compro oro.
A dimostrazione di un metodo che si pone come primo obiettivo quello di fornire un servizio rapido, onesto e completamente controllato dall’utente, c’è il metodo di blocco del prezzo online direttamente sul nostro sito.

Per chi si avvicina per la prima volta a queste tematiche è bene ricordare che la valutazione dell’oro che viene fatta in borsa, e che è riportata da giornali e organi di informazione, si riferisce all’oro puro, convenzionalmente indicato in quello a 24 carati. Verrebbe naturale, quindi, rifarsi a quello anche per una valutazione in proprio dell’oro che si possiede. Sbagliato, perché la particolare natura di questo metallo, fa sì che non lo si possa lavorare in purezza, a causa della sua notevole malleabilità che lo renderebbe poco stabile per essere commercializzato come un prodotto finito. Quello che tutti hanno in casa, quindi, non è mai oro puro, a meno che non si possiedano piccoli lingotti, pepite o pagliuzze, oppure alcune particolari monete d’oro come il Marengo e la Sterlina d’oro Inglese che hanno percentuali di oro assimilabili quasi a quello pure.
Tutte gli altri prodotti generalmente considerati d’oro sono, in realtà, frutto della lega con altri metalli di diversa natura che, inevitabilmente, ne vanno a modificare la quotazione. Logicamente, più la percentuale di oro presente è alta, più l’oggetto ha valore. Per i gioielli, che sono la prima delle categorie di oggetti a cui si pensa quando si parla del metallo nobile per antonomasia, viene generalmente utilizzato l’oro a 18 carati. Propriamente significa che su mille parti di cui è costituito il gioiello, 750 di esso sono in oro, mentre la parte restante è composta da altri metalli che, a seconda della loro natura, possono far variare le caratteristiche di colore, durezza e composizione del prodotto finale. In genere, i più comunemente utilizzati sono il rame e l’argento.

Il sistema di blocco prezzo tiene conto di questa variabile dei carati e permette, in pochi e semplici passaggi, di avere una valutazione precisa e reale del proprio gioiello (o di qualsiasi altro particolare, il discorso, infatti, è estendibile a tutti gli oggetti che contengano in misura variabile una percentuale di oro al proprio interno). Basta, infatti, inserire il numero dei carati e il peso dell’oggetto per avere in tempo reale una quotazione in linea con i valori del mercato in quel momento. Una volta visualizzata la quotazione e ritenuta adeguata alle proprie aspettative, l’utente può decidere di congelare quella quotazione per 24 – 48 ore. Se nel corrispettivo arco di tempo, chi ha effettuato il blocco del prezzo si recherà nel nostro punto vendita, si vedrà riconosciuta la valutazione effettuata on-line, indipendentemente dalle eventuali variazioni a cui il mercato può essere andato incontro nel frattempo.
Una volta in negozio, davanti all’utente verrà effettuata una nuova pesatura (per controllare che i dati inseriti sul sito siano corretti) e, quindi, adempiuti gli obblighi di legge, si potrà procedere alla conclusione della compravendita.
Già così, di per sé, l’operazione è quantomai vantaggiosa e semplice. Ma non è tutto. Perché, per venire ulteriormente incontro alle esigenze degli utenti, abbiamo studiato un sistema in più che permette di aumentare la quotazione effettuata on-line fino a 0,30 centesimi di euro al grammo. Il sistema è semplicissimo: una volta effettuato il blocco del prezzo, utilizzando le modalità viste in precedenza, il sistema chiederà di condividere la propria quotazione sui social network. Ogni condivisione vale 0,10 centesimi di euro. I social sui quali si può puntare per questo rialzo sono i tre più conosciuti: Facebook, Twitter e Google +. Basterà mettere un “mi piace” sulla pagina Facebook, oppure condividere il prezzo appena bloccato su Twitter o su Google plus, per vedersi riconoscere un extra bonus che nessuna borsa valori potrà più togliervi. A meno che, naturalmente, non si decida di non approfittare del prezzo bloccato e lasciar passare il lasso di tempo in cui si ha la garanzia di vedersi riconosciuto il prezzo bloccato. Per chi cambia idea, infatti, oppure non è più soddisfatto della quotazione riscontrata, non c’è nessun problema nel lasciar passare un po’ di tempo e riprovare con una successiva valutazione on-line.
Come si può facilmente intuire, il sistema è davvero semplice e immediato; anche perché un profilo Facebook o un account Twitter sono ormai una consuetudine per la maggior parte della popolazione. Ancora un po’ meno diffuso sembrerebbe, al momento, il social network firmato da Google, ma, forse, se si ha intenzione di vendere oro attraverso il sito, varrebbe la pena farsi un account. L’iscrizione, in fondo, non costa nulla, mentre il guadagno che se ne può trarre è potenzialmente molto rilevante e, soprattutto, per una volta dipende unicamente da un’azione che chiunque può compiere in totale autonomia e semplicità.

Risveglia la tua gioielleria, affidati al compro oro in franchising

orecchini oroGli affari della tua gioielleria lasciano a desiderare?
Purtroppo sei in buona compagnia. Nonostante il comparto del lusso sia l’ultimo a subire gli effetti di una crisi economica diffusa, inutile negare che tutti i settori, anche quello della vendita al dettaglio dei gioielli, stia subendo le conseguenze negative di una situazione ormai generalizzata.
I clienti sono sempre meno, le vendite crollano e la concorrenza aumenta.
Ma se stai pensando che la tua unica opzione sia la chiusura, fermati e ascoltami.

Perché non innovare invece, ci hai mai pensato? Non sto parlando di un completo stravolgimento della tua attività, anzi.
Pur restando nel tuo ambito lavorativo puoi far molto per modificare il tipo di servizi offerti ai tuoi clienti, approfittando anche tu della fortuna e delle buone prestazioni registrate dai compro oro, il business del momento.
Quante volte ti sei chiesto: ma come fanno ad attirare nuovi clienti?
La risposta è semplice ed è rintracciabile nel totale cambiamento del settore dell’oro usato, i cui guadagni sono sì trainati dall’incremento della quotazione dell’oro sui mercati, ma vengono veicolati da una struttura innovativa e in perfetta armonia con una nuova e più pregnante normativa di settore.
Oggi aprire un negozio compro oro è facile e conveniente: molti grandi marchi nazionali e internazionali, hanno infatti scelto di estendere la loro rete commerciale attraverso la formula del franchising e sono sempre alla ricerca di nuovi collaboratori.
Basta un investimento iniziale di poche migliaia di euro, in media solo 2.500 Euro per entrare nel settore e iniziare fin da subito a guadagnare.

All’affiliato non è richiesta alcuna competenza preesistente. Egli deve solo preoccuparsi dell’allestimento del negozio, che dev’essere posto in una località con un buon passaggio e buone possibilità commerciali.
A tale proposito, convertire la propria gioielleria presenta l’indiscutibile vantaggio di avere a disposizione un locale già ottimamente posizionato e dotato dei dispositivi di sicurezza necessari allo svolgimento dell’attività. Nessuna eccessiva spesa iniziale e solo tutti i vantaggi connessi alla nuova gestione.
La casa madre infatti si occuperà a livello centrale, non solo della formazione del personale e dell’accompagnamento per la compilazione delle eventuali pratiche burocratiche, ma anche e soprattutto del buono e proficuo andamento del punto vendita.
La pubblicità la gestione del sito aziendale, con il ritorno in termini di pubblicità, sono in genere gestite gratuitamente dalla struttura centrale. Il punto vendita affiliato deve solo goderne i vantaggi, offrendo poi ai clienti i servizi relativi.

Se già tutto questo sembra molto allettante, devi sapere che i vantaggi non finiscono qui.
Innanzitutto, scegliere di aprire un compro oro in franchising, significa optare per una attività commerciale con un bassissimo rischio d’impresa.
Il franchisor si impegna per contratto, al ritiro e al pagamento immediato di tutto l’oro acquistato dai privati.
Una volta al mese, il ritiro verrà effettuato tramite un porta valori affidabile, a spese del brand e sarà effettuato l’accredito delle spettanze, azzerando in questo modo il rischio di invenduto.

In secondo luogo pochi sanno che l’acquisto e la rivendita dell’oro usato non è ad oggi la sola attività svolta dai compro oro, sebbene resti la principale.
Accanto ad essa si è infatti sviluppato un interessante mercato di “gioielli usati ricondizionati” che ha incontrato il gradimento del pubblico e garantisce un costante afflusso di clienti.
Questo secondo aspetto in particolare può essere, per te che hai fino ad ora gestito una gioielleria, la chiave di svolta per i tuoi affari.
Ogni gioiello acquistato dai privato sarà sottoposto ad un processo di recupero in grado di riportarlo al suo originario splendore, per poi essere rimesso sul mercato ad un prezzo scontato anche del 60 – 70% rispetto al prodotto su listino.
La casa madre assicura agli affiliati la collaborazione con esperti laboratori orafi ma, se già è presente un apposito spazio nel tuo negozio, potrai incrementare ulteriormente i tuoi guadagni, ricorrendo ad esso ed effettuando le lavorazioni in loco, oltre ad arricchire il catalogo delle proposte ai tuoi clienti.

Insomma, molti più clienti, molte più proposte, partner d’eccellenza e la garanzia di nomi noti e di strutture già operanti in tutta italia.
Cosa aspetti? Dai nuova vita al tuo negozio, fallo ora!

Opportunità per i commercianti in oro

oroNegli ultimi tre lustri è nata e si è fatta via via più intensa l’attività dei negozi che commerciano in oro usato, tipicamente chiamati Compro Oro. Il risultato è che il numero di negozi di questo tipo presenti nelle città italiane, a partire da quelle di dimensioni medio-piccole è oggi notevole. All’interno di questo successo se ne sta affermando un altro. Si tratta di una relativamente nuova, interessante opportunità per i commercianti in oro. Questa opportunità si chiama franchising.

Per i pochi che non conoscessero questo tipo di accordo commerciale ecco di cosa si tratta.

Il franchising, chiamato anche affiliazione commerciale, è un accordo di collaborazione tra imprenditori. Uno di questi, chiamato affiliante o franchisor, è un’azienda già avviata con un marchio (brand) consolidato sul mercato e per questo riconoscibile dal grande pubblico. L’altro, o, quasi sempre, gli altri, sono i cosiddetti affiliati o franchisee. L’affiliante concede a questi ultimi l’utilizzo del logo dell’azienda e, in cambio, richiede una commissione di ingresso (ma non in tutti i casi) e/o una certa percentuale sugli utili.
L’affiliato trae vantaggio da questa collaborazione dal brand riconoscibile, che è in grado di attrarre i clienti e ispirare fiducia, e dai corsi di formazione e di aggiornamento. Questi ultimi, forniti dall’azienda affiliante, sono di solito gratuiti. Inoltre, in caso di necessità, l’affiliato può sfruttare i servizi di consulenza immediata messi a disposizione dalla casa madre sotto forma di call center.
Da parte sua, l’azienda affiliante, che, nel caso dei Compro Oro, è spesso un Banco Metalli, ottiene una ramificazione della rete di vendita senza avere i costi degli esercizi e delle attrezzature, che rimangono in carico all’affiliato.
La durata del contratto di affiliazione è di cinque o sei anni, con la possibilità di rinnovo.

Questa situazione è molto interessante per chi vuole iniziare una attività di Compro Oro, soprattutto perché il capitale iniziale necessario per intraprendere questo tipo di commercio è piuttosto modesto. E’ infatti sufficiente possedere o affittare un negozio di superficie superiore a circa 20 metri quadrati e arredarlo con mobili i cui colori richiamano quelli della casa madre. Naturalmente deve essere dotato delle misure di sicurezza che il tipo di merce trattata richiede. Quindi, ad esempio, è necessaria la separazione del negozio tra la parte dedicata ai clienti e quella del proprietario e degli eventuali collaboratori con pareti e vetri antisfondamento. Necessari anche impianti antifurto, che generalmente comprendono sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso. La strumentazione, almeno inizialmente, può riassumersi in una bilancia di precisione (certificata) per pesare i monili e strumenti per la valutazione dei metalli preziosi. Almeno una cassaforte completa la dotazione indispensabile. Per il tutto si stima uno sforzo finanziario minimo attorno ai 20.000 euro, che è alla portata di molte tasche, anche e soprattutto perché il periodo medio necessario per il ritorno del capitale investito è inferiore ai 12 mesi. Infatti si calcola che un negozio situato in una buona zona può superare un giro di affari di 100.000 euro in un anno.

I Compro Oro in franchising sono interessanti anche dal punto della sicurezza, dato che le giacenze di oro in negozio possono essere limitate. Tipicamente ogni due settimane la casa madre ritira l’oro presente nell’esercizio, pagandolo in contanti.

Ma l’affiliazione commerciale non è interessante solo per chi apre una attività da zero. Infatti anche le gioiellerie già avviate che vogliono aggiungere il commercio di oro usato a quello di gioielleria e orologeria possono beneficiarne. In quest’ultimo caso il capitale iniziale è praticamente nullo, e il richiamo del brand del franchisor unito alle conoscenze sul territorio di chi ha già una attività può essere molto interessante e remunerativo.

Negli ultimi anni si è andata affermando l’attività di Compro Oro online. Tramite i siti, generalmente gestiti dalle case madri, il cliente che vuole vendere il suo oro usato può fare una valutazione e bloccare la quotazione. Poiché però per il commercio dell’oro usato è per legge indispensabile l’identificazione del cliente, quest’ultimo dovrà recarsi presso un negozio fisico appartenente al brand che gestisce il sito. Questo negozio può essere quello di un affiliato.

Investimento O Collezione Quali Monete Acquistare

marenghi da investimentoDa sempre, la numismatica è stata la forma d’investimento che ha dato sicurezza ai risparmiatori, non essendo legata all’altalenarsi dei mercati finanziari. Ancor più l’acquisto numismatico è stato maggiormente redditizio rispetto ad altri tipi d’investimento, determinando una certa attrazione sui risparmiatori.

I prezzi delle monete d’oro da investimento, quindi, hanno avuto un’importante evoluzione, coinvolgendo pure le monete meno importanti. Nei momenti d’inflazione e svalutazione del denaro, numerosi investitori differenziano i loro risparmi acquistando anche una componente chiamata “oro da investimento”, consistente in monete e lingotti comprati in un “banco metalli”. Le monete possono essere acquistate sotto forma d’investimento oppure per collezione, quindi si dovrà imparare a capire quando ci si trova di fronte all’una o all’altra possibilità.

Sotto l’aspetto fiscale, l’oro da investimento riguarda le monete che hanno o hanno avuto un corso legale nel loro Paese originario, siano state coniate dopo il 1800, che hanno una purezza uguale o maggiore ai 900 millesimi e il cui prezzo non sia maggiore dell’80% rispetto al valore di mercato libero dell’oro. Pertanto, chi intende investire, deve tenere conto soltanto delle monete posteriori al 1800, poiché quelle prima di tale anno appartengono al mondo della collezione e non hanno alcun interesse fiscale. Un altro interessante aspetto, è la scelta che si può compiere tra l’acquisto di oro fisico – lingotti e monete – e servizi finanziari come i certificati. Grazie ai certificati proposti da Deutsche Bank, gli investitori di casa nostra possono procedere tranquillamente ad acquisti fisici o a investimenti finanziari su oro e altri metalli preziosi. Tuttavia, se l’acquisto di oro fisico può essere fatto da tutti, quello in certificati è opportuno che sia fatto solo da chi ha una certa esperienza, perché strumenti di tale tipo sono negoziati da persone che ne fanno un motivo di speculazione a breve scadenza.

Non possiamo non parlare, inoltre, di un termine in voga negli ultimi tempi, ma diverso anche se simile: lo spread. Oltre allo spread economico, sempre alla ribalta su giornali e televisioni, c’è anche uno spread riguardante il valore delle monete, che l’investitore deve conoscere. In sostanza si tratta della differenza tra il prezzo dell’oro contenuto nelle monete e il prezzo di mercato della moneta. Lo spread è soggetto a variazioni verso l’alto poiché c’è una forte richiesta della moneta, quindi è fondamentale essere a conoscenza quali siano le monete che possano improvvisamente salire di valore e di quelle che, al contrario, non dovranno essere acquistate.

Ci sono, poi, monete di alto valore che hanno sempre mantenuto il “mercato”: per quelle italiane in oro, si può citare il marengo del Regno d’Italia e, altro classico, il sudafricano krugerrand, che assieme alla sterlina d’oro inglese è rimasto sempre un investimento sicuro. Fanno parte della lista anche le “eagle” americane e le “foglie d’acero” canadesi. Dall’altro lato ci sono, invece, monete più rischiose, che non è opportuno acquistare, poiché il loro valore può abbassarsi notevolmente: le medaglie con valore nominale, le serie limitate, le monete in edizioni speciali oppure quelle regionali. Succede anche che in casa nostra si ritrovino oggetti in oro che col tempo sono diventati inutili, ma poiché sono di valore, si ha la possibilità di venderli.

Gli oggetti in oro di solito sono sotto forma di gioielli e ci sono molte persone pronte ad acquistarli, con la possibilità di avere un buon ricavo giacché le quotazioni dell’oro sono comunemente sempre in forte rialzo. Quando si vende l’oro, è fondamentale prendere contatto con un acquirente che sia disposto a pagare un prezzo onesto e adeguato. Per ottenere la migliore valutazione del proprio oro occorre un po’ di tempo, in modo da cercare le migliori offerte, specialmente in Rete. È comunque importante ricercare siti e rivenditori di fiducia che non tentino di cadere nella truffa, per evitare questo è possibile rivolgersi ai grandi gruppi compro oro, negozi in grado di soddisfare i clienti gestendo tutte le operazioni in totale trasparenza e seguendo tutte le procedure di legge. In Rete esistono numerosi siti specializzati nel ritiro di argento, oro usato, monete rare e monete in oro, non resta che effettuare una ricerca.

Requisiti Per Aprire Un Compro Oro

compro oro franchisingNegli ultimi tempi in tutti noi è scattata una forte curiosità per il proliferare di negozi con una vistosa insegna “COMPRO ORO” e per la grande diffusione di volantini e manifesti pubblicitari che promuovevano questo tipo di negozi, ad ogni angolo delle nostre città. Molti di noi si sono chiesti in cosa consistessero queste attività e in cosa differissero rispetto alle normali oreficerie. Le domande più frequenti erano: vendono o comprano oro? Posso portare il mio oro e ricevere il valore in contanti? Posso comprare oggetti d’oro nuovi o usati? La grande confusione iniziale man mano si è chiarita. L’attività di questi negozi si basa in effetti sul principio a cui si ispiravano i banchi dei pegni di una volta: si può portare oro usato e ricevere in cambio denaro in contanti. Ma gli attuali negozi “compro oro” offrono in effetti servizi che vanno aldilà di una semplice compravendita di oro usato.

Se guardiamo l’insieme delle attività possiamo dire che questi negozi hanno il compito di fare da intermediari tra i privati, i grossisti e le società che si occupano di fusione di metalli preziosi. Pertanto i loro fornitori sono anche i loro clienti: ciò riduce il problema che hanno altre attività commerciali, cioè di reperire i propri clienti, e diminuisce il rischio d’impresa, specialmente se l’attività viene situata in zone centrali della città o in luoghi di grande passaggio.

Ma quali sono i requisiti necessari per intraprendere un’attività di questo tipo?
Per avviare un negozio per la compravendita dell’oro basta un investimento contenuto: inizialmente serve solo una liquidità sufficiente a pagare quegli oggetti che i privati portano per la vendita e non tratta di grosse somme difficili da reperire. Oltretutto il rischio di avere merce invenduta è molto scarso, poiché in genere le società che raccolgono l’oro stipulano con il negozio apposite convenzioni per regolamentare sia il ritiro che il pagamento immediato dell’oro.
Non sono necessari conoscenze particolari, in quanto l’esperienza si può acquisire facilmente sul campo. Se si vuole essere più tranquilli ci si può affiliare a un franchising di compravendita di oro che provvede anche alla formazione di ci vuole avviare l’attività. Se poi si vuole avere più garanzia di visibilità si può avviare il negozio all’interno di uno di quei mercatini dell’usato, anche per catalizzare l’attenzione di più tipi di clientela. 
L’attività del negozio di compravendita dell’oro si differenzia da quella di un’oreficeria perché acquista esclusivamente oggetti usati, che poi rimette in vendita come prodotti alla propria clientela, o come oggetti destinati alla fusione.
Nell’aprire l’attività c’è da considerare anche un altro fattore che “riabilita” questo lavoro rispetto al solo “guadagno”, specialmente agli occhi di chi è attento a tematiche ambientali: il riciclo dell’oro, un tema di natura ecologica. Infatti il risparmio ecologico del recupero di oro usato limita il danno di alcune zone della terra e evita l’uso di cianuro per l’estrazione dell’oro. La salvaguardia dell’ambiente è importante al punto che alcuni istituti per la ricerca promuovono il recupero di oro anche da componenti elettronici di computer o di cellulari. 

Dal punto di vista della clientela oggi il prezzo dell’oro è ai massimi storici e questi negozi offrono un servizio di pagamento immediato in contanti dell’oro usato, al prezzo di mercato, che fa gola a chiunque abbia la necessità di denaro liquido in breve tempo e possegga oggetti d’oro non più usati e conservati in un cassetto. 
La maggior parte del’oro acquistato viene poi venduto, senza l’obbligo di IVA, come rottami o come gioielli da fondere o da trasformare in laboratorio. Se l’oro invece è venduto a un grossista o a un fabbricante, per l’IVA si adotta il sistema “reverse charge“. Inoltre è illegale vendere oro usato alla società di fusione direttamente, se non si ha la relativa autorizzazione. 
Il guadagno derivante dall’attività di questi negozi varia in funzione di quanto l’oro è quotato in borsa, ma mediamente il prezzo di acquisto dell’oro dal cliente differisce da quello che si realizza di 2 o 4 euro ogni grammo d’oro. Ovviamente il guadagno cresce se i gioielli usati sono venduti ai privati direttamente: in questo caso si può arrivare anche a 10 o 12 euro per grammo.

Se si desidera avviare un attività di questo tipo occorre conoscere ovviamente quali sono i necessari requisiti che ora andiamo a vedere nel dettaglio.
Bisogna chiaramente seguire un determinato iter di tipo burocratico e ottemperare ad alcuni obblighi di legge. Se si vuole solo rivendere l’oro a grossisti o a intermediari, oppure vendere direttamente a privati, c’è l’obbligo di chiedere un’autorizzazione alla questura della città e di fare una comunicazione di inizio attività al proprio Comune. Se invece si vuole vendere a società di fusione, si devono rispettare gli obblighi e i vincoli che sono stati previsti dalla legge 7/2000. Ovviamente è necessario aprire una opportuna partita IVA, avere la fedina penale pulita e i requisiti di onorabilità.

Quando si ritira l’oro usato dai clienti che richiedono la vendita, bisogna richiedere che siano maggiorenni e aventi un documento valido di riconoscimento, che va registrato. Non si può inoltre rivendere l’oro acquistato prima che siano trascorsi 10 giorni dall’acquisto e registrazione, per permettere eventuali controlli della finanza. In genere conviene far firmare al cliente un piccolo contratto che solleva il gestore del negozio da ogni responsabilità riguardante eventuali oggetti rubati.
Per iniziare l’attività serve un locale anche piccolo, con una vetrina non trasparente per la privacy di chi vi entra. I sistemi per la sicurezza sono fondamentali: serve una parete antisfondamento per la separazione dal pubblico, allarmi efficaci, una video sorveglianza e una cassaforte. Occorre anche una bilancia di precisione e piccoli oggetti quali una lente di ingrandimento, una pinzetta e prodotti che permettono la valutazione della qualità dell’oro e dell’argento. L’impegno di lavoro giornaliero non è alto, basta un minimo di sei ore al giorno, nelle fasce orarie che si ritengono opportune.

La Sterlina D’oro È Possibile Incastonarla In Un Ciondolo?

ciondolo sterlinaSono due le date che segnano la storia della Sterlina: 1489 e 1817.

– La prima è quella che indica l’anno in cui Enrico VII diede l’ordine di coniare una nuova moneta d’oro sulla quale campeggiasse la sua effige accompagnata a una rosa, simbolo della Casa dei Tudor.
– La seconda segna, invece, l’anno in cui la Sterlina tornò ad avere corso legale e in cui comparve l’immagine classica e conosciuta da tutti di San Giorgio che uccide il drago.
Lungo questi due capisaldi temporali, si dipana la storia di una delle monete non solo in assoluto più famose del mondo, ancora oggi oggetto del desiderio da parte dei collezionisti, ma anche una di quelle su cui puntare quando si pensa a una moneta da investimento.
Ripercorrendo il filo della storia, all’inizio della sua esistenza la Sterlina aveva come nome “Sovrana”, una denominazione datale da Enrico VII per sottolineare la superiorità e la sovranità del Regno Inglese rispetto alle altre potenze europee. Un’altra teoria, invece, dice che il nome deriverebbe dalla regola che voleva che sul dritto della moneta fosse raffigurato il sovrano regnante. E in effetti questa tradizione è stata quasi sempre rispettata fedelmente, mentre sul rovescio della moneta le effigi e le rappresentazioni degli scudi reali sono cambiati più volte e spesso non di poco.
Con il 1817, come si diceva, anche il retro della moneta trova una sua sostanziale stabilità con la figura di San Giorgio che uccide il drago. Questo disegno fu realizzato dall’incisore italiano Benedetto Pistrucci e rimase sostanzialmente il riferimento anche per tutte le versioni successive che, comunque, non mancarono di apportare modifiche. Diversi tipi di rovescio furono creati, soprattutto, sotto i sovrani William IV, Vittoria, Giorgio IV ed Elisabetta II. Per circa un secolo la coniazione della moneta proseguì nelle sue varie versioni, fino a quando, nel 1914, la sterlina d’oro fu tolta dalla circolazione prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. L’Inghilterra, quell’anno, abbandonò, infatti, l’oro come unità monetaria, anche se in piccole quantità le sterline d’oro continuarono a essere coniate.
La situazione cambiò ancora una volta nel 1957, quando la Zecca Reale decise riprendere la coniazione per cercare di porre un freno alla contraffazione dilagante, sospinta anche da un continua richiesta di Sterline che, in tutto il mondo, non venne mai meno. A quel punto, però, i tempi erano cambiati e, quasi seguendo un decorso naturale, la coniazione della sterlina d’oro andò diminuendo nel corso degli anni successivi limitandosi a dei modelli di prova destinati, più che altro, al mercato dei collezionisti e dei numismatici.
Al di là delle vicende più strettamente legate alla sua materiale coniazione, nei fatti della storia più recente, la Sterlina d’oro si pone come una delle monete più conosciute del mondo e più ricercate in assoluto fin dagli Anni ’30. Anche nel periodo della guerra mondiale, non mancano le testimonianze di famiglie che benedirono il fatto di aver investito i propri risparmi in “Sovrane”, il cui valore non si svalutò come avvenne per le altre monete e permise loro di avere delle riserve cui attingere per superare il duro periodo.
Paradossalmente, proprio le ragioni che hanno fatto la fortuna di queste famiglie in tempo di guerra sono le stesse che indicano la Sterlina d’oro, ancora oggi, come un ottimo investimento.
Le monete, infatti, hanno un titolo d’oro di 916,67, che significa che su 1000 grammi di moneta, ben 916,67 sono d’oro. Il suo valore, quindi, è strettamente legato a quello dell’oro, che, si sa, è uno dei cosiddetti beni rifugio, il cui valore non è influenzato dall’inflazione e dalla deflazione e che, in genere, ha un mercato sempre molto fiorente e una richiesta il più delle volte maggiore delle disponibilità che offre il mercato.
A tutto questo si deve aggiungere il grandissimo valore numismatico che, vista anche la secolare storia che si porta sulle spalle, fa della Sterlina d’oro una delle monete più ricercate del mondo. Questo fa si che il valore dell’oro non sia l’unica variabile da tenere in conto nella sua valutazione che, infatti, si basa essenzialmente sullo spread.
Ovvero la differenza tra il valore reale dell’oro contenuto nella moneta e la sua quotazione sul mercato.
Traducendo il meccanismo in termini più “commerciali”, si potrebbe dire che lo spread è la differenza tra il prezzo a cui chi vende è disposto a cedere la moneta e quello a cui gli investitori sono disposti a comprare. Non è un caso che questi due prezzi abbiano un loro preciso termine nel gergo dei mercati finanziari: Prezzo Denaro (o Bid Price, per dirla all’inglese) e Prezzo Lettera (o Ask Price). È chiaro che, in generale, riuscire a comprare moneta quando lo spread è più vicino allo spread di fondo, permette di approfittare di eventuali rialzi eccezionali che si hanno nel momento in cui lo spread sale, come avviene solitamente in tempi di crisi.
Se lo spread è influenzato sostanzialmente da offerta e domanda, un altro fattore che entra in gioco e ha un peso abbastanza decisivo, è il grado di conservazione della moneta stessa e la sua reperibilità sul mercato.. Da questo punto di vista è bene sapere che, anche se le sterline più antiche vennero prodotte in quantità nettamente maggiore rispetto a quelle più moderne, trovare monete ben conservate, per esempio, del XVII e XVIII secolo non è affatto facile. Per monete come queste, quindi, lo spread sale inevitabilmente, come dimostra la vendita, nel 2004, di una Sterlina Giorgio IV del 1825 a quasi 15 mila sterline.
Visto il valore, quindi, non stupisce il fatto che la Sterlina d’oro si possa considerare come un vero e proprio gioiello, prezioso e raro come il migliore dei diamanti. Ecco perché, incastonare una Sovrana all’interno di un ciondolo è una possibilità originale per creare un gioiello di valore e sicuramente molto originale. La tradizione vuole che una sterlina d’oro sia, per esempio, il regalo più tradizionale in occasione del battesimo, sia per il suo valore simbolico sia per regalare qualcosa che duri nel tempo e che si rivaluti.
Rivolgendosi a orafi specializzati, inoltre, si può completamente personalizzare l’eventuale ciondolo all’interno del quale inserire la moneta d’oro. Si può scegliere la catenella da eventualmente abbinarci e decidere come ornare il tutto per valorizzare al meglio il gioiello. Naturalmente, pur nell’ottica di una totale personalizzazione, non bisogna toccare in alcuna maniera il disegno della Sterlina con altre scritte o incisioni che, inevitabilmente, ne comprometterebbero l’originalità e, di conseguenza, il suo valore. Se l’idea, insomma, è quella di scrivere il proprio nome o il nome della persona a cui si vuole donare il ciondolo, meglio rivolgersi ad altre tipologie di gioiello, oppure optare per un’incisione del nome su altri elementi del prezioso, come per esempio l’allacciatura o eventuali maglie della collanina da abbinare.
Quale che sia la scelta del “contorno”, il cuore di un siffatto gioiello è e rimane la Sterlina d’oro incastonata all’interno. Il valore del gioiello dipende sostanzialmente da questa e, va da sé, è chiaro che la preziosità del regalo è direttamente proporzionale alla rarità della moneta scelta. Quelle del periodo vittoriano, per esempio, sono piuttosto rare e molto ricercate dai collezionisti. È difficilissimo trovarne esemplari in ottimo stato di conservazione, ma la loro rarità è tale che lo spread tende a non diminuire nel corso del tempo.
Particolarmente interessante è il periodo di Edoardo VIII, sovrano sotto il quale non venne coniata alcuna Sovrana ma solamente qualche moneta d’oro ufficiale. Inutile dire che, se una di queste dovesse essere venduta, raggiungerebbe uno spread elevatissimo.
In generale, tutte le Sovrane del 1817, ovvero le prime Sterline d’oro moderne, sono tutte molto ricercate e preziose. Allo stesso modo lo è la Sovrana del 1917 coniata a Londra (all’epoca venivano coniate Sovrane anche fuori dal Regno Unito, nelle città coloniali o ex colonie britanniche), ultimo anno di produzione delle Sterline d’oro della Royal Mint, la storica Zecca Reale inglese.
La lontananza temporale non sempre è un elemento decisivo per stabilire il valore della moneta, per esempio la Sovrana Elisabetta II, coniata nel 1989 per commemorare i 500 anni della moneta stessa, è già molto ricercata dal mercato dei collezionisti.
Al di là di ricorrenze speciali, battesimi, voglia di regalarsi un gioiello particolare incastonando una Sterlina d’oro in un ciondolo, quindi, quello che si può dire con certezza delle monete Sovrane è che sono un investimento eccellente. Sia nel breve termine, soprattutto se l’esemplare o gli esemplari in proprio possesso sono di ottima qualità; sia nel medio – lungo termine, dati i valori costanti dell’oro e la sua estraneità alle fluttuazioni dell’inflazione. Se, poi, in futuro dovesse succedere che anche l’Inghilterra decidesse di convertirsi all’Euro, chi possiede delle Sterline d’oro nel proprio portafoglio si ritroverebbe ad avere degli oggetti simbolo e icona di un intero Paese e della sua storia centenaria.