La Sterlina D’oro È Possibile Incastonarla In Un Ciondolo?

ciondolo sterlinaSono due le date che segnano la storia della Sterlina: 1489 e 1817.

– La prima è quella che indica l’anno in cui Enrico VII diede l’ordine di coniare una nuova moneta d’oro sulla quale campeggiasse la sua effige accompagnata a una rosa, simbolo della Casa dei Tudor.
– La seconda segna, invece, l’anno in cui la Sterlina tornò ad avere corso legale e in cui comparve l’immagine classica e conosciuta da tutti di San Giorgio che uccide il drago.
Lungo questi due capisaldi temporali, si dipana la storia di una delle monete non solo in assoluto più famose del mondo, ancora oggi oggetto del desiderio da parte dei collezionisti, ma anche una di quelle su cui puntare quando si pensa a una moneta da investimento.
Ripercorrendo il filo della storia, all’inizio della sua esistenza la Sterlina aveva come nome “Sovrana”, una denominazione datale da Enrico VII per sottolineare la superiorità e la sovranità del Regno Inglese rispetto alle altre potenze europee. Un’altra teoria, invece, dice che il nome deriverebbe dalla regola che voleva che sul dritto della moneta fosse raffigurato il sovrano regnante. E in effetti questa tradizione è stata quasi sempre rispettata fedelmente, mentre sul rovescio della moneta le effigi e le rappresentazioni degli scudi reali sono cambiati più volte e spesso non di poco.
Con il 1817, come si diceva, anche il retro della moneta trova una sua sostanziale stabilità con la figura di San Giorgio che uccide il drago. Questo disegno fu realizzato dall’incisore italiano Benedetto Pistrucci e rimase sostanzialmente il riferimento anche per tutte le versioni successive che, comunque, non mancarono di apportare modifiche. Diversi tipi di rovescio furono creati, soprattutto, sotto i sovrani William IV, Vittoria, Giorgio IV ed Elisabetta II. Per circa un secolo la coniazione della moneta proseguì nelle sue varie versioni, fino a quando, nel 1914, la sterlina d’oro fu tolta dalla circolazione prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. L’Inghilterra, quell’anno, abbandonò, infatti, l’oro come unità monetaria, anche se in piccole quantità le sterline d’oro continuarono a essere coniate.
La situazione cambiò ancora una volta nel 1957, quando la Zecca Reale decise riprendere la coniazione per cercare di porre un freno alla contraffazione dilagante, sospinta anche da un continua richiesta di Sterline che, in tutto il mondo, non venne mai meno. A quel punto, però, i tempi erano cambiati e, quasi seguendo un decorso naturale, la coniazione della sterlina d’oro andò diminuendo nel corso degli anni successivi limitandosi a dei modelli di prova destinati, più che altro, al mercato dei collezionisti e dei numismatici.
Al di là delle vicende più strettamente legate alla sua materiale coniazione, nei fatti della storia più recente, la Sterlina d’oro si pone come una delle monete più conosciute del mondo e più ricercate in assoluto fin dagli Anni ’30. Anche nel periodo della guerra mondiale, non mancano le testimonianze di famiglie che benedirono il fatto di aver investito i propri risparmi in “Sovrane”, il cui valore non si svalutò come avvenne per le altre monete e permise loro di avere delle riserve cui attingere per superare il duro periodo.
Paradossalmente, proprio le ragioni che hanno fatto la fortuna di queste famiglie in tempo di guerra sono le stesse che indicano la Sterlina d’oro, ancora oggi, come un ottimo investimento.
Le monete, infatti, hanno un titolo d’oro di 916,67, che significa che su 1000 grammi di moneta, ben 916,67 sono d’oro. Il suo valore, quindi, è strettamente legato a quello dell’oro, che, si sa, è uno dei cosiddetti beni rifugio, il cui valore non è influenzato dall’inflazione e dalla deflazione e che, in genere, ha un mercato sempre molto fiorente e una richiesta il più delle volte maggiore delle disponibilità che offre il mercato.
A tutto questo si deve aggiungere il grandissimo valore numismatico che, vista anche la secolare storia che si porta sulle spalle, fa della Sterlina d’oro una delle monete più ricercate del mondo. Questo fa si che il valore dell’oro non sia l’unica variabile da tenere in conto nella sua valutazione che, infatti, si basa essenzialmente sullo spread.
Ovvero la differenza tra il valore reale dell’oro contenuto nella moneta e la sua quotazione sul mercato.
Traducendo il meccanismo in termini più “commerciali”, si potrebbe dire che lo spread è la differenza tra il prezzo a cui chi vende è disposto a cedere la moneta e quello a cui gli investitori sono disposti a comprare. Non è un caso che questi due prezzi abbiano un loro preciso termine nel gergo dei mercati finanziari: Prezzo Denaro (o Bid Price, per dirla all’inglese) e Prezzo Lettera (o Ask Price). È chiaro che, in generale, riuscire a comprare moneta quando lo spread è più vicino allo spread di fondo, permette di approfittare di eventuali rialzi eccezionali che si hanno nel momento in cui lo spread sale, come avviene solitamente in tempi di crisi.
Se lo spread è influenzato sostanzialmente da offerta e domanda, un altro fattore che entra in gioco e ha un peso abbastanza decisivo, è il grado di conservazione della moneta stessa e la sua reperibilità sul mercato.. Da questo punto di vista è bene sapere che, anche se le sterline più antiche vennero prodotte in quantità nettamente maggiore rispetto a quelle più moderne, trovare monete ben conservate, per esempio, del XVII e XVIII secolo non è affatto facile. Per monete come queste, quindi, lo spread sale inevitabilmente, come dimostra la vendita, nel 2004, di una Sterlina Giorgio IV del 1825 a quasi 15 mila sterline.
Visto il valore, quindi, non stupisce il fatto che la Sterlina d’oro si possa considerare come un vero e proprio gioiello, prezioso e raro come il migliore dei diamanti. Ecco perché, incastonare una Sovrana all’interno di un ciondolo è una possibilità originale per creare un gioiello di valore e sicuramente molto originale. La tradizione vuole che una sterlina d’oro sia, per esempio, il regalo più tradizionale in occasione del battesimo, sia per il suo valore simbolico sia per regalare qualcosa che duri nel tempo e che si rivaluti.
Rivolgendosi a orafi specializzati, inoltre, si può completamente personalizzare l’eventuale ciondolo all’interno del quale inserire la moneta d’oro. Si può scegliere la catenella da eventualmente abbinarci e decidere come ornare il tutto per valorizzare al meglio il gioiello. Naturalmente, pur nell’ottica di una totale personalizzazione, non bisogna toccare in alcuna maniera il disegno della Sterlina con altre scritte o incisioni che, inevitabilmente, ne comprometterebbero l’originalità e, di conseguenza, il suo valore. Se l’idea, insomma, è quella di scrivere il proprio nome o il nome della persona a cui si vuole donare il ciondolo, meglio rivolgersi ad altre tipologie di gioiello, oppure optare per un’incisione del nome su altri elementi del prezioso, come per esempio l’allacciatura o eventuali maglie della collanina da abbinare.
Quale che sia la scelta del “contorno”, il cuore di un siffatto gioiello è e rimane la Sterlina d’oro incastonata all’interno. Il valore del gioiello dipende sostanzialmente da questa e, va da sé, è chiaro che la preziosità del regalo è direttamente proporzionale alla rarità della moneta scelta. Quelle del periodo vittoriano, per esempio, sono piuttosto rare e molto ricercate dai collezionisti. È difficilissimo trovarne esemplari in ottimo stato di conservazione, ma la loro rarità è tale che lo spread tende a non diminuire nel corso del tempo.
Particolarmente interessante è il periodo di Edoardo VIII, sovrano sotto il quale non venne coniata alcuna Sovrana ma solamente qualche moneta d’oro ufficiale. Inutile dire che, se una di queste dovesse essere venduta, raggiungerebbe uno spread elevatissimo.
In generale, tutte le Sovrane del 1817, ovvero le prime Sterline d’oro moderne, sono tutte molto ricercate e preziose. Allo stesso modo lo è la Sovrana del 1917 coniata a Londra (all’epoca venivano coniate Sovrane anche fuori dal Regno Unito, nelle città coloniali o ex colonie britanniche), ultimo anno di produzione delle Sterline d’oro della Royal Mint, la storica Zecca Reale inglese.
La lontananza temporale non sempre è un elemento decisivo per stabilire il valore della moneta, per esempio la Sovrana Elisabetta II, coniata nel 1989 per commemorare i 500 anni della moneta stessa, è già molto ricercata dal mercato dei collezionisti.
Al di là di ricorrenze speciali, battesimi, voglia di regalarsi un gioiello particolare incastonando una Sterlina d’oro in un ciondolo, quindi, quello che si può dire con certezza delle monete Sovrane è che sono un investimento eccellente. Sia nel breve termine, soprattutto se l’esemplare o gli esemplari in proprio possesso sono di ottima qualità; sia nel medio – lungo termine, dati i valori costanti dell’oro e la sua estraneità alle fluttuazioni dell’inflazione. Se, poi, in futuro dovesse succedere che anche l’Inghilterra decidesse di convertirsi all’Euro, chi possiede delle Sterline d’oro nel proprio portafoglio si ritroverebbe ad avere degli oggetti simbolo e icona di un intero Paese e della sua storia centenaria.